Una riforma della Giustizia che non risolve i veri problemi della Giustizia

Vota NO al referendum sulla riforma Nordio

Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

“Nessuna elezione può stravolgere la legalità”

03 Giugno 2014

Alla fine erano tre mila le persone giunte in piazza XX settembre per il secondo raduno di Libertà e Giustizia, l’associazione guidata da Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky in occasione della festa della Repubblica. E in una Modena semivuota per il ponte del 2 giugno, non era un risultato scontato. Per di più ad appena una settimana dal plebiscito renziano alle elezioni europee, da quel 41% che, in teoria, dovrebbe aver messo a tacere questi che il premier Matteo Renzi chiamò i “parrucconi”.

GruppopalcoAlla fine erano tre mila le persone giunte in piazza XX settembre per il secondo raduno di Libertà e Giustizia, l’associazione guidata da Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky in occasione della festa della Repubblica. E in una Modena semivuota per il ponte del 2 giugno, non era un risultato scontato. Per di più ad appena una settimana dal plebiscito renziano alle elezioni europee, da quel 41% che, in teoria, dovrebbe aver messo a tacere questi che il premier Matteo Renzi chiamò i “parrucconi”. Eppure la gente ha risposto ancora. “La legalità costituzionale non è disponibile – ha spiegato Stefano Rodotà, uno dei più applauditi tra i relatori del pomeriggio – non può essere travolta da un voto quale che esso sia. Il voto non è un lavacro che, come ieri assolveva qualcuno dai reati, oggi permette di toccare la Carta ”. Un anno fa, il 2 giugno 2013, a Bologna, nel primo evento nazionale organizzato dal gruppo, lo stesso costituzionalista aveva lanciato una battaglia contro l’idea di riforma presidenzialista . Erano i tempi del comitato dei (cosiddetti) “saggi” nominati dall’appena rieletto Giorgio Napolitano, che dovevano riscrivere la Costituzione. Quest’anno, a 365 giorni di distanza, ci risiamo. La legge fondamentale dello Stato è di nuovo nel mirino di un governo e proprio questa settimana, come annunciato dal premier appena tre giorni fa, riprende l’iter per la prima delle riforme che dovrebbe ridisegnare l’architettura della Repubblica: quella del Senato.    “Da domani abbiamo di fronte a noi il rischio di uscire dalla democrazia rappresentativa e di turbare gli equilibri costituzionali”, ha detto dal palco Rodotà. E ancora: “Renzi tolga il segreto di Stato dal patto del Nazareno”.    Oltre a lui tra i partecipanti alla manifestazione di Modena c’erano Lorenza Carlassare, Elisabetta Rubini, Carlo Smuraglia, Gian Carlo Caselli, Alberto Vannucci, Paul Ginsborg, Gaetano Azzariti. E poi Marco Travaglio, il cui intervento dal palco è iniziato con una battuta sulla abdicazione del re di Spagna avvenuta appena poche ore prima: “Juan Carlos ha detto di sentirsi ormai troppo anziano, essendo lui del 1938. Mi vengono in mente un sacco di pensieri cattivissimi”, ha detto Travaglio dal palco. “Se uno è del 1925 è giovane, se è del 1938 è vecchio e abdica”, ha detto il condirettore del Fatto Quotidiano, riferendosi al nostro capo di Stato, Giorgio Napolitano, nato proprio nel 1925. Poi Travaglio ha snocciolato i numeri dei nuovi eurodeputati italiani, il 10% dei quali hanno guai con la giustizia: “In Campania il presidente del consiglio regionale, arrestato pochi giorni prima del voto, ha raccolto 11 mila preferenze, nonostante avesse chiesto i non essere votato”. Poi, dopo il suo discorso, parlando coi cronisti, Travaglio è tornato ancora sulle riforme: “Quando si tratta di toccare la Costituzione spero sempre che non si stia facendo sul serio. Al massimo c’è bisogno di qualche ritocco e poi non credo che gli attuali politici siano all’altezza intellettuale e morale dei padri costituenti”.    Durante l’intervento dell’ex procuratore di Palermo e Torino, Giancarlo Caselli, nelle prime file sono comparse alcune bandiere dei No Tav, da tempo in polemica con l’ex magistrato, e un piccolo cartello con scritto “Tav=Mafia”.

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