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Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

Un pomeriggio in piazza per dire no alla corruzione

29 Maggio 2014

«Per un’Italia libera e onesta. Ripartiamo dalla Costituzione». In piazza XX Settembre, lunedì 2 giugno dalle 14 alle 17.30, nel giorno della festa della Repubblica, si terrà una manifestazione contro la corruzione e l’illegalità nel nostro Paese

piazza_xxsettembre«Per un’Italia libera e onesta. Ripartiamo dalla Costituzione». In piazza XX Settembre, lunedì 2 giugno dalle 14 alle 17.30, nel giorno della festa della Repubblica, si terrà una manifestazione contro la corruzione e l’illegalità nel nostro Paese, cui parteciperanno costituzionalisti, filosofi, intellettuali e giornalisti. Sul palco sono previsti interventi di Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Marco Travaglio, Elisabetta Rubini, Carlo Smuraglia, Giancarlo Caselli, Alberto Vannucci, Paul Ginsborg, Gaetano Azzariti e Roberta De Monticelli. Inoltre l’attore Fabrizio Gifuni leggerà e reciterà pagine della nostra storia.
Organizzata dall’associazione Libertà e Giustizia, la manifestazione vede il patrocinio del Comune e l’adesione di più di trenta associazioni politiche, di categoria, liste civiche e gruppi che promuovono i valori della Costituzione. «Libertà è Giustizia è sempre stata coerente, ed è un punto di riferimento per quella parte dell’Italia che ha a cuore i fondamenti della nostra convivenza – spiega il giurista Gustavo Zagrebelsky – Ci convochiamo sotto il nome dell’onestà, che non è una parola moralistica. L’Italia deve cambiare e per fare questo deve ritrovare i fondamenti di dedizione al bene comune. Come diceva Sant’Agostino, una società dove non esiste l’attenzione all’onestà non è una società, è una banda di ladroni. La lettura quotidiana delle notizie che provengono dai mezzi d’informazione mostra quanto sia capillarmente diffusa la mancanza del senso dello Stato. E che cos’è il senso dello Stato se non il prevalere degli interessi comuni sugli interessi particolari del privato?».
«”Per un’Italia libera e onesta” mi sembra colga molto bene il momento – commenta lo storico Paul Ginsborg – Studiando la storia della Repubblica italiana c’era un’idea di fondo, che le insufficienze o tare culturali dell’Italia potessero scomparire con la modernità. In altre parole che il sistema clientelare, il nepotismo, la corruzione che è endemica in una situazione in cui le clientele sono molto forti, potessero scomparire nel corso degli anni. Invece il familismo, il clientelismo è diventato in questi ultimi anni ancora più profondo. Allora “per un’Italia libera e onesta” mi sembra un appello molto forte e attuale».

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